A cura del Dott. Attanasio
Iscritto all’Ordine dei Medici di Roma – Posizione M47848

Il prof. Attanasio ha partecipato come relatore al 52° Simposio Internazionale ‘Inner Ear Biology’

dicembre 16, 2015
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Il prof. Attanasio ha partecipato come relatore al 52° Simposio Internazionale ‘Inner Ear Biology’ che si è tenuto a Roma presso il Policlinico Universitario A. Gemelli, dal 12 al 15 settembre 2015.

Il prof. Attanasio e il dott. Bruno hanno presentato i risultati dello studio multicentrico effettuato in collaborazione tra il Policlinico Umberto I di Roma, l’ospedale Rummo di Benevento e l’ospedale Bellaria di Bologna sul ruolo che la Sindrome da Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica (CCSVI) può giocare nella origine dei sintomi in pazienti affetti da malattia di Menière. la CCSVI è stata per la prima volta identificata dal professor Zamboni nel 2006 in pazienti affetti da sclerosi multipla ed è caratterizzata dalla chiusura o dalla riduzione di calibro della vena giugulare interna e/o delle vene azygos con la conseguente apertura di vene collaterali e di un insufficiente drenaggio venoso cerebrospinale. Sia il dottor Attanasio che il dottor Bruno hanno già pubblicato nel 2013 e 2014 degli studi su pazienti affetti da malattia di Meniere risultati positivi alla CCSVI. In occasione del simposio sono stati illustrati i risultati relativi a 37 pazienti positivi alla sindrome vascolare e sottoposti ad intervento di angioplastica percutanea transluminale e valutati dopo due anni dall’intervento.
I risultati audio-vestibolari sono stati particolarmente positivi. Dopo due anni dall’intervento di angioplastica, 27 su 37 pazienti (pari al 73%) hanno avuto un controllo completo della sintomatologia vertiginosa cioè l’assenza di nuove crisi vertiginose e 8 pazienti su 37 (il 22%) hanno avuto un controllo molto marcato. In totale, il 95% dei pazienti ha avuto un controllo completo o sostanziale delle vertigini. Solamente due pazienti hanno riferito la ripresa delle crisi vertiginose ed erano proprio i due pazienti su 62 operati nei quali si è manifestata una nuova stenosi della vena giugulare nei mesi successivi all’intervento. Per quanto riguarda i risultati uditivi, la metà dei pazienti che sono stati operati ha riportato un miglioramento della loro soglia uditiva superiore a 10 decibel di media nelle frequenze medie e basse mentre il 40% dei pazienti ha riferito un miglioramento del sintomo acufene in termini di intensità e di impatto sulla loro qualità della vita. Infine il 70% dei pazienti, cioè 26 su 37, ha riferito dopo alcuni mesi dall’intervento un significativo miglioramento della sensazione di ovattamento auricolare (fullness). I risultati ottenuti portano a considerare la stasi venosa nel territorio cervicale e cerebrale come un ulteriore meccanismo patogenetico che deve essere aggiunto ai molti altri già conosciuti e che definiscono la malattia di Menière come una malattia multifattoriale.
Il prof. Attanasio e il dottor Bruno hanno concluso la loro presentazione suggerendo di inserire lo studio ecografico e con angio RM dei vasi intracranici nel protocollo diagnostico dei pazienti con malattia di Menière. Quando alterazioni morfologiche e/o emodinamiche dei vasi venosi cervicali si rendono evidenti i pazienti dovrebbero essere considerati dei buoni candidati all’ intervento di angioplastica.