A cura del Dott. Attanasio
Iscritto all’Ordine dei Medici di Roma – Posizione M47848

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Dott. Attanasio 1 anno, 1 mese fa.

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  • #4367

    ROSY63
    Partecipante

    Egregio dott. Attanasio, circa 2 anni e mezzo fa, dopo improvvise e fortissime vertigini, mi è stata fatta diagnosi di canalolitiasi parzialmente regredita con farmaci e manovre liberatorie. Nei mesi successivi si verificano anche vertigini con improvvise e rovinose cadute a terra ed anche spontanee, cioè senza mettere la testa in nessuna particolare posizione. Vengo quindi inviata al neurologo che mi fa fare degli esami diagnostici risultati poi negativi(rmn cerebrale, angio-rmn per vedere il flusso sanguigno, doppler carotideo). A tutt’oggi le vertigini continuano con la stessa sintomatologia di 2 anni e mezzo fa, soprattutto da supina girata verso sinistra; torno dall’otorino che mi rimette nelle posizioni che evocano le vertigini ma che asserisce con rammarico che pur essendo presenti non mi può confermare la diagnosi di canalolitiasi in quanto non si verifica nistagmo.Sono quindi praticamente senza una diagnosi, con le vertigini che continuano, ho anche instabilità motoria specie al mattino, ed aggiungo che tutto ciò sta sensibilmente peggiorando un preesistente disturbo da attacchi di panico e che sono ovviamente disperata. Cosa pensare? Può esistere canalolitiasi senza nistagmo?

    #4372

    Dott. Attanasio
    Moderatore

    L’assenza del nistagmo alle posizioni diagnostiche fanno escludere la possibilità di una cupulolitiasi e fanno propendere per una vertigine di posizione che però è difficile da diagnosticare. Nei casi come il suo la riabilitazione vestibolare deve essere considerata la terapia principale, con la terapia medica che ha solo una funzione di supporto

    #4378

    ROSY63
    Partecipante

    Egregio Professore,
    se come Lei dice trattasi di vertigine da posizione,oltre ai rimedi da Lei consigliati,esiste qualcos’altro?
    Tenga presente che questo disturbo sta diventando serissimo per le ripercussioni psico-fisiche (imponente esacerbazione degli attacchi di panico già preesistenti) e le limitazioni che ne conseguono in ambito sociale e lavorativo.
    Aspetto cortese risposta e La ringrazio anticipatamente.

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